Come la precedente serata, anche ieri sera motivi meteorologici hanno fatto spostare il concerto dall’Anfiteatro al  teatro Novelli. Con effetti speculari però, perché ieri il cambio ha favorito la comodità (il teatro ha l’aria condizionata) a dispetto della suggestione del luogo.


L’"Ensemble Scaligero" (le 15 prime parti dell’orchestra della Scala di Milano) offre un programma di sicura presa sul pubblico:

Nino Rota

“Ballabili dal ‘Gattopardo’”
(trascrizione di Massimo Berzolla)

(Mazurca – Valzer brillante in fa maggiore di Verdi – Balletto – Polka – Quadriglia – Gattopardo – Valzer del commiato – Galop)

George Gershwin

“Un americano a Parigi”
(elaborazione di Stefano Nanni)

Leonard Bernstein

suite da “West Side Story”
(arrang. di William David Brohn)

Astor Piazzola

“Libertango“


L’orchestra è composta da pianoforte, fisarmonica, flauto traverso, un legno (dalla mia posizione non sono riuscito a distinguere se si trattava di un clarinetto oppure di un oboe), 2 violini, viola, violoncello, contrabbasso, batteria. Dal secondo brano si sono aggiunti corno inglese, fagotto, sassofono e un altro legno.

Sin dalle prime note è stato chiaro che ci trovavamo di fronte ad interpreti di altissimo livello dai cui strumenti provenivano suoni puliti, frutto di una intesa perfetta bilanciata dalle indicazioni di attacco o di intensità suggerite quasi impercettibilmente dal primo violino. Una grande orchestra suona come uno strumento singolo e questa è stata l’impressione che hanno dato i quattordici elementi dell’ensemble.

Inoltre, anche gli strumenti "estranei" alla configurazione classica si sono integrati bene nel complesso (sax e fisarmonica, un po’ meno la batteria). In particolare il fisarmonicista Simone Zanchini ha immediatamente colpito l’uditorio per l’affascinante timbrica del suo strumento che suonava con un trasporto sensuale, al punto che Marisa  ha scherzato chiedendoci se non ci sentivamo indiscreti ad assistere a quel rapporto così intimo! Lo strumentista ha fornito un’interpretazione assolutamente impeccabile ed originale allo stesso tempo, reinventando in maniera geniale la prima parte di "Libertango", quando ha percorso con struggenti accordi diminuiti le scale ascedenti e discendenti; quella intensa partecipazione alla musica che stava suonando ha preparato l’uditorio caricandolo di energia tensiva che poi è stata liberata quando prima in assolo e poi con il ersto dell’orchestra ha intonato la parte più famosa e melodica del brano (quella utilizzata per un famoso spot televisivo). L’effetto è stato deflagrante, la musica ci ha  condotto in uno stato di rapimento e di grande commozione .
Come bis, l’ensemble ha suonato Cavaquiño di Nazareth (almeno così mi è sembrato di capire), nel corso del quale gli orchestrali hanno inserito frammenti di “Romagna mia”, suscitando l’ilarità del pubblico che era comunque già in delirio.

A voler trovare un difetto si può dire che la configurazione ridotta dell’orchestra ha costretto la trascrizione a modificare i rapporti di potenza tra le diverse componenti e ad "arrangiare" certe voci con i pochi strumenti disponibili, ottenendo uno strano effetto timbrico non sempre piacevole.
Di solito sono sospettoso verso le scelte musicali "facili" perché invece di invitare l’ascoltatore a nuove sonorità o a inusuali percorsi compositivi, lo vezzeggiano con le melodie e le timbriche a cui è abituato, assicurandosene una risposta entusiastica. Certamente questo è il caso del programma di ieri sera, eppure, anche in considerazione della circostanze del concerto, devo ammettere che l’altissimo livello tecnico dell’esecuzione mi ha completamente convinto.

STRUGGENTE
 

Annunci