Non abbiamo voluto mancare all’ultimo appuntamento con la rassegna di pianoforte "Città di Rimini" curata dal Maestro Alfredo Speranza, speranzaavendo già perso tutti gli altri concerti programmati quest’anno a causa dell’affollamento delle proposte culturali. Ieri sera c’era un duo pianistico che ha interpretato un programma interessante che spaziava dalla musica romantica a quella contemporanea. Come al solito, l’anziano organizzatore era in sala a presentare la serata: ha ringraziato i presenti per l’entusiastica adesione alla manifestazione che ormai raccoglie consensi non solo tra i cultori della musica classica ma anche tra i più giovani che, accorsi numerosissimi anche ieri sera, hanno trovato posto sedendosi sportivamente persino sui gradini delle scalinate.
I due strumenti erano posti uno di fronte all’altro, avvicinando tra di loro i due lati ondulati in modo da occupare meno spazio sul palcoscenico; al piano più vicino alla platea era stato smontato il coperchio superiore dalle sue cerniere, forse per non limitare l’intensità dei suoni.
Il primo brano proposto dal duo è un brano di
Liszt, una rilettura per due pianoforti delle principali sezioni del "Don Giovanni" di Mozart; questa ricomposizione in forma di "suite" pianistica dell’opera mi è sembrata inefficace, sia per la povertà (numerica) delle arie famose nel "Don Giovanni", sia perché secondo me la ricchezza timbrica dell’orchestra e delle voci umane non può essere sintetizzata da due pur splendidi pianoforti a coda (uno Steinway & Sons e un Fazioli); inoltre, ci è sembrato che qualche gruppo di note fosse stonato, come se alcuni accodi fossero "sporchi". Le arie più note sono state ripetute innumerevoli volte, con qualche variazione e con gli abbellimenti e virtuosismi tipici del compositore austro-ungherese; l’ennesima riproposizione di "Là ci darem la mano" ha messo a dura prova la mia pazienza. Forse, però, il pianoforte è uno strumento che si presta male ad essere suonato contemporaneamente da due musicisti come è stato dimostrato ampiamente dalla "Rapsodia ungherese n. 2" suonata da Tom e Jerry.
Tra la prima ed la seconda parte dello spettacolo un accordatore è venuto a ricalibrare entrambi i pianoforti confortando la nostra impressione di qualche stonatura (probabilmente dovuta ad un problema tecnico e non all’imperizia dei due artisti). Dopo il lungo intervallo, il programma è ripreso con "En la noche – Poema gitano"  composto dall’organizzatore della rassegna; il brano non aveva proprio nulla di gitano, a dispetto del sottotitolo; mentre lo ascoltavo ho pensato che deve essere imbarazzante interpretare un pezzo in presenza del suo autore.
Hanno completato il programma due brani molto noti di Maurice Ravel, il secondo dei quali, "La valse", è la prova di quanto fosse cambiata la concezione musicale europea nei cinquant’anni che dividono quest’opera dai valzer di Johann Strauss figlio. I due pianisti hanno concesso come bis le "Variazioni su un tema di Paganini" di Lutoslawzski uno degli autori meno noti tra quelli che si sono cimentati nella rilettura di questa celeberrima opera del violinista italiano.

XVII° Festival Internazionale di pianoforte "Città di Rimini"
Sabato 5 Maggio ore 21.00 Teatro degli Atti
Direttore Artistico M° Alfredo Speranza

Programma:
F.Liszt (1811-1886)
– Réminescences de Don Juan (de W.A.Mozart)
– Réminescences de Norma (de G. Bellini) – Grande Fantaisie pour deux pianos (prima esecuzione in tempi moderni)
A.Speranza (1930)
– En la noche (Poema gitano, rev. 2005)
M.Ravel (1875-1937)
– Rapsodie Espagnole:
Prélude à la nuit – Malagueña – Habanera – Feria
– La Valse (poeme chorégraphique)
W.Lutoslawzski
Variazioni su un tema di Paganini

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