Una commedia leggera solo apparentemente, oggi tradisce tutti i limiti ideologici di una società autocritica verso il razzismo ma del tutto inconsapevole verso le istanze sessiste pur già emergenti all’epoca del film (Guess Who’s Coming to Dinner, Stanley Kramer 1967); così, mentre cresce nel corso dell’intreccio di stampo alto-borghese metropolitano la sensibilità verso il problema delle coppie miste e dei pregiudizi che a tutti i livelli circondano la questione,  contemporaneamente si affastellano in maniera fastidiosa tutti i più beceri luoghi comuni della sudditanza femminile nel contesto sociale americano, perfino quello “upper class” di San Francisco.

Sebbene siano chiaramente da imputare alle necessità della sceneggiatura che doveva isolare in un solo luogo, poche ore tutti gli elementi atti a compulsare la decisione del pater familias, fanno comunque sorridere i numerosi pretesti narrativi presenti nella storia: il matrimonio lampo all’americana, l’imminente viaggio in Australia, il super-nero dotato di ogni dote ambita da un’innamorata e dai suoi genitori, una figlia iporealista che non riconosce i problemi intorno a sé, le due madri che rapidamente superano i rispettivi pregiudizi e si schierano al fianco dei loro figli.

Con Eleonora, e per un’ampia parte con Matteo e Mafalda.

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